giovedì 25 febbraio 2010

Nessuno può far soffrire nessuno...

Questa affermazione può sembrare paradossale quanto non vera e sicuramente anche per me non è stato facile capirne il profondo significato quando mi è stata detta per la prima volta ma poi ho capito quanto invece sia profondamente vera...

Sto parlando ovviamente della sofferenza non fisica ma psicologica. La sofferenza psicologica è infatti il risultato della lettura personale che facciamo degli eventi e delle situazioni e non una conseguenza oggettiva degli stessi.

E' difficile accettarlo ma la prova di ciò è inconfutabile.

Infatti è facilmente riscontrabile che uno stesso evento o una stessa situazione viene vissuta da persone diverse in modo spesso completamente diverso: in alcune suscita sofferenza, in altre no; non solo, ma alla stessa persona capita di leggere una stessa situazione in modo diverso in momenti diversi della propria vita o da angolazioni diverse se riesce a cambiare il suo punto di vista rispetto ad essa.

E' importante consapevolizzare che, come dice Sartre "non è tanto importante ciò che ci hanno fatto, ma ciò che noi ne facciamo di ciò che ci hanno fatto"... il che equivale a dire che se noi soffriamo perchè qualcuno ci dice qualcosa o perchè fa qualcosa, la responsabilità della nostra sofferenza è in buona misura nostra poichè per qualche motivo o difficoltà non riusciamo a gestire ciò che quel qualcuno dice o fa.

Capire cosa esattamente ci fa male in una determinata situazione aiuta ad assumersi la responsabilità delle proprie emozioni, a contenerle e a far sì che determinate situazioni, ci facciano meno male.

Spesso dietro una sofferenza per qualcosa che ci capita si nascondono delle aspettative che sono state deluse. Aspettative di essere amati, di essere accolti, di essere apprezzati o semplicemente ascoltati e quando ciò non avviene proviamo sofferenza.

Un detto buddhista dice: "Il desiderio di ciò che non si ha (aspettative) ed il rifiuto di ciò che si ha (ciò che noi stessi rifiutiamo), sono le cause dirette della sofferenza".

E' però importante prendersi cura delle proprie aspettative poichè spesso corrispondono a bisogni da colmare e per riuscire a fare ciò è necessario prenderne coscienza, consapevolizzarli e accettarli nella loro legittimità, dargli il giusto spazio e riempimento.

Non sempre è facile contattare le proprie emozioni, specie le più dolorose ma possiamo sempre domandarci cosa possiamo farne per utilizzarle al meglio evitando che ci facciano male. Così come siamo noi a generare la nostra stessa sofferenza, parimenti siamo noi che abbiamo il potere di far in modo che non ci faccia male.

A volte ci serve un aiuto per riuscirci... ma "Yes, we can" !!!

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